I Bambini di Forno

Appunti per un spettacolo

Nel 1982 l’editore Giardini di Pisa pubblicava un piccolo libro, un libro di poesie. Gli autori dei componimenti erano bambini della scuola elementare di Forno (Comune di Massa). Le poesie non erano compiti assegnati dai maestri, ma creazioni spontanee, raccolte dai loro quaderni e da alcuni giornalini di classe. I bambini di Forno, infatti, erano soliti gareggiare tra loro scrivendo versi e proponendosi temi sui quali poetare. Perché la poesia, sulla montagna di Forno, faceva parte della vita di tutti. Fin da bambini.

Il progetto sta nascendo in seno al CTU Cesare Questa. Le voci dei lettori della poesia sono quelle di alcuni bambini del laboratorio di teatro OPLÀ! che c’è stato (e ci sarà) a Urbino e a Macerata Feltria (PU).

Io ho dato il mio contributo scrivendo e leggendo le introduzioni alle poesie, mentre Sara Paternicò ha ideato e disegnato le animazioni.

Clip 1
Clip 2
Clip 3

Collaborazione con Docety

Da oggi inizia la mia collaborazione con la piattaforma di insegnamento online Docety. Mi offro come tutor per la creazione e lo sviluppo di storie. Se avete bisogno di un aiuto mi trovate qui.
Aureliano Delisi

Laboratorio di traduzione per la scena

Giovedì 6 Febbraio parte il laboratorio di traduzione per la scena del Centro Teatrale Universitario di Urbino! Io e Monica Bravi ci interrogheremo assieme ad altri ospiti e a tutti i partecipanti riguardo a come tradurre ma soprattutto adattare teatralmente le “Le rane” di Aristofane, in modo da trarne una versione del testo che possa parlare di e con il contemporaneo. Dibatteremo e faremo esercizio, ci spremeremo le meningi, lavoreremo tra drammaturgia, scrittura scenica, filologia, letteratura e storia per arrivare a dialogare, a modo nostro, con un uomo morto qualche millennio fa.
Se qualche studente universitario della provincia di Pesaro e Urbino volesse partecipare può ancora iscriversi, indipendentemente dal suo corso di studi.
Buon proseguimento e buon teatro a tutti
Aureliano Delisi

Poesie a perdere

Nel 2018 ho pubblicato una raccolta di poesie acerbe dal nome “Poesie a perdere”, una sequenza di componimenti in versi liberi che ho scritto tra i 15 e i 25 anni. Poesie noncuranti, poesie stupide, poesie arroganti, adolescenziali, inconsapevoli degli strumenti poetici, poesie acerbe, per l’appunto. Eppure, proprio da questo limite di giovinezza, sono esplose situazioni e riflessioni che mi stupiscono ancora adesso, come GNAGNA.

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